GILDA DEGLI INSEGNANTI

SEDE PROVINCIALE- Cagliari

 

Ai nastri di partenza l'adesione al “ FONDO SCUOLA ESPERO

 

Da lunedì 25 ottobre, parte la raccolta per la pensione complementare integrativa.

Come è noto lo scorso 29 luglio la Camera ha approvato la legge delega al Governo concernente la riforma delle pensioni.

Le principali novità della legge e per le quali entro dodici mesi il governo è delegato ad emanare i relativi provvedimenti attuativi riguardano in sintesi:

  • Liberalizzare l'età pensionabile ( significa lasciare tutti liberi di lavorare oltre i limiti);
  • Eliminare il divieto di cumulo tra pensione e lavoro;
  • Sostenere le forme pensionistiche complementari
  • Estendere il principio della totalizzazione dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali.

IL Fondo Scuola Espero è il primo e per il momento unico fondo nazionale per la costituzione della pensione complementare per i lavoratori del comparto scuola, sia con contratto a tempo indeterminato che determinato, che dopo aver preso visione del materiale informativo, possono aderirvi con atto volontario contenente anche la delega al proprio datore di lavoro a trattenere sulla busta paga e versare al fondo quanto dovuto a titolo di contribuzione. I moduli da sottoscrivere oltre essere disponibili presso le segreterie delle scuole di appartenenza , si trovano presso la nostra sede GILDA.

L'ammontare della trattenuta mensile a carico del lavoratore è pari all'1% dello stipendio, dell'IIS e della 13° mensilità, oltre alla quota di iscrizione una tantum fissata in 2,58 €.

Il contributo a carico del datore di lavoro è anch'esso dell'1%.

Per il personale che aderirà al fondo entro il primo anno di attività del fondo ( 6 luglio 2005), lo stato verserà un contributo aggiuntivo pari all'1% per una durata di 12 mesi. Per coloro che aderiranno al fondo entro il secondo anno di attività (luglio 2006), il contributo aggiuntivo sempre della durata di 12 mesi, sarà dello 0,5%. Trascorsi questi periodi transitori il contributo dello Stato tornerà ad essere pari all'1%.

Il Fondo Scuola Espero è una Associazione senza fini di lucro e opera in regime di contribuzione definita secondo il sistema finanziario di gestione e capitalizzazione individuale.

Lo scopo e il fine del fondo è quello di gestire i contributi e consentire al personale della scuola che volesse aderire di costituirsi una pensione complementare da sommare a quella corrisposta dall'INPDAP al momento della cessazione dal servizio e che, per effetto delle ultime modifiche del sistema pensionistico pubblico è destinata a ridursi progressivamente.

Da un calcolo teorico e prendendo in considerazione i parametri previsti, il trattamento pensionistico pubblico, in regime retributivo copre oggi mediamente un 80/75% dell'ultima retribuzione, mentre per coloro che si trovano in regime contributivo avranno una copertura che si aggira intorno al 50/45% nelle più favorevoli situazioni economiche.

All'iscritto, il Fondo Espero corrisponderà:

  1. una pensione complementare di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile stabilita nel regime obbligatorio di appartenenza e a condizione che abbia maturato almeno cinque anni di partecipazione al fondo.
  2. una pensione complementare di anzianità all'atto della cessazione del servizio a condizione che abbia un'età inferiore a dieci anni rispetto a quella prevista per la pensione di vecchiaia e un minimo di 15 anni di iscrizione al fondo. Nella fase transitoria e fino al 2019 il periodo di iscrizione al fondo è ridotto a 5 anni.
  3. in alternativa , l'iscritto può chiedere , la liquidazione del capitale per un importo non superiore al 50% di quello maturato.
  4. Se l'ammontare della pensione maturata dovesse essere inferiore all'assegno sociale previsto dalla legge n. 335/95, art.3 commi 6 e 7 , l'iscritto potrà optare per la liquidazione dell'intero importo del capitale
  5. L'iscrizione al fondo da almeno otto anni dà il diritto a richiedere anticipazioni per i seguenti casi:
    • Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciute dalle competenti strutture pubbliche;
    • Acquisto prima casa o recuperi edilizi per se o per i propri figli;
    • Spese di studio necessarie per la formazione continua.

 

Conviene aderire al fondo?

 

Non è matematicamente e in assoluto possibile rispondere a questa domanda né in senso affermativo né in senso negativo. La scelta in un senso o nell'altro dipende dalla posizione famigliare e dalle aspettative future di ciascuno di noi. Ma dipende soprattutto dalla anzianità di servizio e dalla posizione stipendiale che ciascuno di noi , all'atto di un'eventuale scelta,ha maturato .

La maggior parte dei docenti di ruolo è tutta in regime di TFS (la vecchia buonuscita), solo coloro che sono stati assunti dopo il 31. 12. 2000 sono in regime di TFR oltre i docenti precari.

Tra coloro che si trovano in regime di TFS occorre però fare un ulteriore distinzione:

•  Coloro che avranno la pensione calcolata con il metodo retributivo in quanto al 31.12 95 avevano almeno 18 anni di contribuzione obbligatoria (non di servizio, ma di contributi utili alla pensione);

•  Coloro che avranno una pensione calcolata con il metodo misto in quanto al 31.12 95 avevano meno di 18 anni di contributi;

•  Coloro che sono stati assunti dopo il 31.12.95 che avranno una pensione calcolata secondo il metodo contributivo.

Sappiamo oramai da tempo che l'importo pensionistico contributivo (stante le norme che attengono al calcolo) risulta drasticamente inferiore rispetto al retributivo, come altrettanto noto che il regime TFR è un po' più aleatorio rispetto al TFS, queste consapevolezze portano a concludere che chi ha oggi 25/30 anni di contributi può affrontare il problema previdenziale in maniera più o meno tranquilla in relazione alle proprie aspettative, gli altri….. ? devono necessariamente fare delle scelte che mettano al riparo il proprio futuro di pensionato.

Altra considerazione da fare riguarda il principio del silenzio-assenzo cioè comunicazione o no di scelta (TFS o TFR) . Diciamo subito che l'adesione al fondo comporta automaticamente il passaggio dal regime di TFS al regime di TFR, ma che prima dell'emanazione dei decreti di attuazione della legge delega del riordino del sistema pensionistico, non è possibile prevedere se e con quali limiti e modalità saremo coinvolti dall'istituto del silenzio-assenzo.

Concludo ricordandovi, che nella sede GILDA DEGLI INSEGNANTI DI CAGLIARI , ogni primo lunedì del mese, previo appuntamento telefonico, è a disposizione degli iscritti, un esperto che potrà fornire consulenza in merito ai problemi e soluzioni relativi a pensioni, ricostruzioni di carriera e posizioni contributive.

 

Prof.ssa OLGA ATZORI

 

 

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