Scheda tecnica CCNL
2002-2005
DALLE “FUNZIONI OBIETTIVO”
ALLE “FUNZIONI STRUMENTALI”
Nel contratto 2002-2005,
firmato definitivamente da Confederali e Snals il
24/07/2003, le nuove FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA sono
finalizzate:
a)
alla
“realizzazione” e alla “gestione del piano dell’offerta formativa
dell’istituto”;
b)
alla “realizzazione
di progetti formativi d’intesa con enti ed istituzioni esterni alla
scuola”.
Scomparse le quattro aree alle quali le FO dovevano fare
riferimento, viene dunque focalizzata la dimensione della progettualità interna alla scuola e della
progettualità
esterna.
-
Scompare il numero predeterminato, correlato alla
tipologia dell’istituto;
-
saltano le astruse
modalità di “designazione” previste dal contratto CCNI dello
03/08/1999;
-
non si fa alcun
cenno a corsi di qualificazione, né si pongono le basi di una futura, ipotetica
carriera nell’ambito dirigenziale;
-
non viene fatta
rientrare fra queste figure quella del collaboratore vicario che, nella nuova
norma pattizia, scompare cedendo il posto a due figure
di collaboratore individuate dal dirigente con funzioni unicamente
“organizzative e amministrative” (art. 30 bis del CCNL);
-
non c’è più alcun
vincolo temporale per l’identificazione delle funzioni e delle
figure.
COME VENGONO SCELTE LE
FUNZIONI STRUMENTALI ORA?
Esse vengono – recita il contratto - “identificate con
delibera del Collegio dei docenti in coerenza con il Piano dell’Offerta
Formativa che, contestualmente , ne definisce criteri di attribuzione, numero e
destinatari”.
Ciò
significa che:
-
il Collegio
delibera in merito alle funzioni;
-
definisce i criteri
con cui le stesse vengono attribuite;
-
elegge a scrutinio
segreto i colleghi a cui affidare le funzioni individuate. Un organismo
collegiale può “identificare” con il solo meccanismo delle elezioni a scrutinio
segreto (come prevede la normativa, anche extra-scolastica, quando si fa
riferimento a persone – art. 37 D. Lgs. 16/4/94 n°
297, punto 4: “la votazione è segreta… quando si faccia riferimento a
persone”).
Le
funzioni strumentali possono avere esoneri parziali
dall’insegnamento.
LE MICRO-FIGURE: UN
RISCHIO?
Poiché le risorse attribuite a ciascuna scuola sulla
base dell’applicazione dell’art. 37 del CCNI del 31/08/99 possono essere
liberamente ripartite fra i docenti detentori degli incarichi, un Collegio
potrebbe identificare un numero elevato di funzioni.
I rischi evidenti sono due: primo quello della
parcellizzazione e della trasformazione delle risorse specifiche in una
appendice del fondo d’istituto (con tutto ciò che, come sappiamo, questo
meccanismo comporta); secondo – e ben più grave – l’indebolimento dell’intero
corpo docente e della sua “voce professionale”.
LE MACRO-FIGURE: UNA
POTENZIALITA?
Il Collegio può anche, democraticamente, operare una
scelta diversa: quella di eleggere un numero limitato di colleghi, detentori di
funzioni specifiche ben caratterizzate. In particolare:
·
un COORDINATORE DEL POF che stimoli e curi
l’attività progettuale didattica (progettualità didattica interna);
·
un COORDINATORE DEL COLLEGIO: un docente
che curi l’indispensabile fase istruttoria del Collegio e che assuma di
conseguenza la funzione di portavoce dei colleghi stimolando la loro presenza
attiva all’interno dell’istituzione (progettualità
professionale);
·
un COORDINATORE delle iniziative e delle
attività in collegamento con il territorio (progettualità didattica
esterna).
I CRITERI DI
ATTRIBUZIONE
Costituiscono la fase più delicata dell’operazione.
Quali criteri porre? Come ben sappiamo in passato – nel più totale vuoto
propositivo – ogni scuola ha deciso alla bell’e meglio, spesso costruendo i
criteri su persone precedentemente identificate.
Un’operazione corretta richiede però che i criteri siano
enucleati a monte e ci pone inevitabilmente una domanda di senso.
Qual è il ruolo e la funzione che vogliamo dare alla
comunità scolastica in cui operiamo? E qual è l’identità personale e politica
dell’insegnante?
L’insegnante è un “terapeuta”, una sorta di “insegnante
di sostegno per la comunità, preoccupato soprattutto di ascoltare, dialogare,
individuare crisi, colloquiare con i genitori, aver cura” - M. Dallari)? O è un trasmettitore del sapere (“narratore del
sapere” – M.D.) che trasmette la pratica della cura di sé, ponendo al
centro del processo educativo l’autonomia e la
responsabilità?
La risposta a questa domanda ci indica i criteri che
orienteranno le scelte finali. Nel primo caso saranno le varie attività di psico-profilassi a costituire titolo per entrare a far parte
della rosa degli eleggibili, nel secondo saranno i titoli culturali,
l’esperienza, la capacità di “dialogo” all’interno della scuola.
Nel rifiuto di ogni sottovalutazione della funzione di
trasmissione del sapere e in difesa della valenza cognitivo-formativa della scuola
con
LA GILDA DEGLI
INSEGNANTI
per difendere
LA PROFESSIONALITA’
DEI DOCENTI E LA FUNZIONE ETICO-POLITICA DELLA SCUOLA ITALIANA
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