Graduatorie Permanenti: ecco perché il Comitato in Difesa della Scuola chiede l'applicazione temporanea della vecchia tabella di valutazione.
(di Roberto Farci)
Mesi e mesi di silenzio, durante i quali il DDL 2896, recante “disposizioni per l'avvio dell'anno scolastico 2004/2005 nonché in materia di esami di Stato e di Università”, è giaciuto presso la Commissione Cultura del Senato, nel silenzio colpevole dalle forze politiche, dai sindacati e dalle stesse organizzazioni dei docenti precari.
La sua frenetica e confusa emanazione sotto forma di decreto legge n. 97 del 7 aprile 2004 e la successiva conversione in legge 143/04, ancora più pasticciata a seguito di modifiche contraddittorie e in alcuni casi volte a favorire palesemente singoli gruppi di pressione, ha finito per stravolgere completamente lo spirito originario del provvedimento, che, nelle intenzioni di tutti coloro che lo hanno promosso, doveva essere quello di riportare ordine ed equilibrio nelle graduatorie permanenti. In primo luogo per risolvere l'ormai annosa “querelle” tra i precari vincitori di concorso ordinario e riservato, e poi per dare ordine e certezza del diritto in una materia che dall'approvazione della legge n. 333/2001 ha conosciuto solo stravolgimenti. La legge ha infatti modificato, radicalmente e senza abrogarla, la legge n. 124/1999, quella per intenderci che istituiva le Graduatorie Permanenti.
L' accorpamento della 3^e 4^ fascia delle GP ha dato il via ad un vero e proprio conflitto autodistruttivo tra gli stessi docenti precari, proseguito poi con la questione dei punteggi aggiuntivi per gli abilitati SSIS, con provvedimenti ministeriali di riequilibrio dei punteggi bocciati dal TAR Lazio, una serie infinita di ricorsi e controricorsi ed infine con questo aborto di provvedimento legislativo, ancora oggi in fase di emendamento, contro cui il Comitato ha presentato ricorso al TAR Lazio, nel tentativo di evitare che le graduatorie precipitassero nel caos più totale.
Una nutrita serie di contradditori provvedimenti amministrativi del MIUR ha poi complicato ulteriormente la situazione, confondendo ancor di più le idee ai già non efficientissimi CSA.
Di questo passo, altro che immissioni in ruolo per i precari; sarà già tanto se il prossimo anno riusciremo a lavorare in qualche modo. Fin qui il riassunto di quanto avvenuto; per cercare invece di capire il senso di quanto sta avvenendo vi riporterò con parole mie il succo di una conversazione avuta di recente con alcuni colleghi, preoccupati per quanto sta avvenendo aldilà delle posizioni di bandiera tra i vari gruppi di precari, storici o geografici che siano! La domanda principale che mi posero fu: “ma continuando così, dove andremo a finire?” Risposi che secondo me stavamo andando a finire esattamente dove desiderava l'ANP, che non è l'Autorità Nazionale Palestinese, ma più prosaicamente la nostrana Associazione Nazionale Presidi, guidata dai dirigenti scolastici Giorgio Rembado e Rosario Drago. Questa organizzazione ha sulla scuola, sui docenti in genere e su quelli precari in particolare, delle idee molto chiare.
L'ANP ritiene infatti che: q nella scuola vi sia un eccesso di democrazia che ne impedisce il buon funzionamento; q al personale docente e alle sue esigenze sia attribuita eccessiva importanza, soprattutto in fase di rinnovo contrattuale; q per un miglior funzionamento della scuola non sia importante porre al centro dell'attenzione la qualità del servizio di istruzione e il rapporto docenti/studenti, ma al contrario l'asservimento del corpo docente al dirigente scolastico e ai desideri degli “utenti” (il termine piace molto ai sostenitori della scuola-azienda”).
I docenti precari non siano veri e propri docenti, ma semplici tabbabuchi da chiamare a piacere senza alcuna regola, allo scopo di costituire un sistema di potere clientelare che nulla ha a che vedere con la professione docente e la tutela della qualità. Per garantirsi il raggiungimento di questo semplice ma reazionario disegno, perfettamente coerente con la riforma Brichetto-Moratti, con l'appoggio del sottosegretario Valentina Aprea, di cui è consulente privilegiata, tra le altre cose l'ANP mira a smantellare il sistema di chiamata in base alle graduatorie, sostituendo a queste ultime dei semplici “elenchi” di abilitati da chiamare in servizio secondo il più completo arbitrio dei dirigenti scolastici. Chi non credesse a questo progetto o lo considerasse semplice dietrologia, è pregato di mettersi in contatto col sottoscritto, che gli fornirà copia di questo progetto di riforma del reclutamento, avuto personalmente dall'ANP e denunciato in tempi non sospetti, nel 1998, quando, in qualità di componente del direttivo del CIP-AN, fu contattato assieme agli altri colleghi del direttivo per avere l'assenso dei precari a questa controriforma del reclutamento, assenso che il direttivo CIP negò senza tentennamenti. La creazione di confusione finalizzata all'impossibilità di utilizzare le graduatorie permanenti rientra pertanto in un piano ben preciso, piano rispetto al quale i docenti precari hanno solo da perdere.
La creazione di un precariato sempre più numeroso che sostituisce via via il corpo docente di ruolo man mano che quest'ultimo va in pensione rappresenta uno degli obiettivi (certo non l'unico!!) del progetto dell'ANP e della riforma Brichetto! L'impossibilità di essere immessi in ruolo attraverso il non utilizzo delle GP consente di non sostituire i docenti che vanno in pensione con altri docenti di ruolo; questo consente la creazione di una massa di manovra priva di diritti e senza voce in capitolo! Provate a pensare a qual è la condizione del docente precario appena giunto all'interno di una scuola nei confronti dell'ultimo ATA di ruolo e capirete cosa voglio dire! Uno dei punti principali, semplici ma efficaci, su cui si basa questo piano di smantellamento delle GP è esattamente l'introduzione ad arte di una serie di elementi di conflittualità tra i docenti precari, secondo il vecchio ma sempre efficace principio del “divide et impera”.
Mi spiego meglio: se i docenti precari cominciano a vedersi come nemici tra loro (ordinaristi contro riservatisti, sissini contro precari storici, montagnardi contro pianeggianti, specifici contro aspecifici, piccoli isolani contro guardie carcerarie, e via confliggendo..) concentreranno la propria attenzione sullo scavalcamento reciproco, in una guerra fratricida degna di miglior causa. Nel frattempo, dedicando tutte le proprie energie al cannibalismo, dimenticano le questioni veramente importanti, e cioè: q che se si fanno le immissioni in ruolo le graduatorie scorrono e che così si può superare finalmente la precarietà; q che se ci sono più investimenti nella scuola pubblica si possono creare più posti per tutti, per cui la perdita o il guadagno di posti in graduatoria possono essere considerati in modo meno drammatico! Che se si difende la qualità del servizio pubblico si toglie l'arma principale a chi vuole privatizzare tutto con la scusa che la scuola statale non funziona! Bisogna in sostanza che i docenti precari si vedano anzitutto come docenti solo temporaneamente precari e non come precari a vita, così da desiderare veramente di entrare in ruolo, e non da ridursi a sperare di raccattare un tozzo di pane tagliando la gola al proprio vicino di graduatoria!!
Difendere la qualità della scuola pubblica e la riqualificare la funzione docente sono condizioni essenziali per tappare la bocca a quanti, senza nascondere il proprio disprezzo per i docenti, vorrebbero ridurre questi ultimi a semplici impiegati soggetti all'arbitrio di dirigenti scolastici a loro volta servi dei dirigenti regionali e del ministro di turno. Tornando alla vexata quaestio della situazione delle GP, il Comitato in Difesa della Scuola, tra i primi in Italia a ricorrere contro la tabella di valutazione titoli e servizi, ha sempre avuto presente una cosa: prima di fare guerre di religione su questo o quel punto della tabella, tabella che noi rigettiamo in toto perché comunque prevede lo svilimento dei punteggi di abilitazione ed elementi di retroattività che colpiscono i diritti acquisiti, occorre avere ben chiari alcuni punti, dimenticando i quali non si fanno gli interessi dei precari nel loro complesso ma solo di singoli gruppuscoli o scalcinate quanto pericolose lobbies.
I punti sono i seguenti: La vecchia tabella di valutazione, quella per intenderci che è stata applicata alle prime due fasce, per quanto viziata da elementi di squilibrio a favore dei docenti SSIS rispetto a coloro che hanno superato i concorsi ordinari o riservati, è certamente meno iniqua anche rispetto a quella che uscirà a seguito dell'approvazione degli emendamenti Asciutti.
Se si voleva un riequilibrio tra precari storici e sissini, il risultato evidente è che lo squilibrio è aumentato e non diminuito! q Da qui ad approvare definitivamente gli emendamenti, peraltro migliorativi rispetto all'allucinante tabella della legge 143/04, occorrerà aspettare l' approvazione alla Camera e la conseguente emanazione dei provvedimenti amministrativi da parte del MIUR; difficilmente questo avverrà prima della fine di luglio.
Chi si illude che tutti i CSA siano in grado ad agosto di sfornare delle graduatorie utilizzabili per la terza fascia, sia per l' immissione in ruolo che per le nomine a tempo determinato, o non conosce la realtà o è in malafede! Non basta pretendere che i CSA facciano tutto per bene per ottenerlo, e ottenerlo in tempi accettabili. Se vogliamo rimanere disoccupati a lungo, con questa nuova tabella siamo certi di centrare in pieno l'obiettivo. q Se per la fretta alcuni CSA riuscissero a sfornare le GP di terza fascia entro agosto, sarebbero talmente zeppe di errori da essere inservibili a causa dei ricorsi che genererebbero! Altro che immissioni in ruolo per i precari di terza fascia! L'ANP si fregherebbe le mani dalla goduria! q Se per caso qualcuno pensasse che col punteggio di montagna il gusto ci guadagna è bene che si ricordi se quest'anno potrebbe anche guadagnare qualche posizione sui colleghi, ma non appena qualcun altro si trasferirà da altre province il guadagno di oggi potrebbe trasformarsi rapidamente nel tracollo di domani! q Considerando l'inesistenza dei controlli sulle dichiarazioni dei docenti iscritti nelle GP, è facile immaginare che in breve tempo non sarà il diritto a prevalere, ma la corsa all'imbroglio per scavalcare i colleghi onesti! q Se a qualcuno è sfuggito il fatto che il cosiddetto “riequilibrio” del valore dei punteggi di abilitazione da trentaseiesimi a dodicesimi in realtà è uno svilimento del titolo principe per l'insegnamento rispetto ad altri titoli quali dottorato di ricerca e master a pagamento, si renderà ben presto conto del tragico prezzo del “riequilibrio” tra precari storici e missini che sarà costretto a pagare di anno in anno quando dovrà pagare fior di quattrini alle università per ottenere i titoli necessari per non essere scavalcato in graduatoria! Sai che vita!
Ecco perché il mantenimento in vigore della graduatoria 2003/04 di terza fascia ed il suo utilizzo per le nomine in ruolo e a TD rappresenta il male minore! I docenti precari, invece che abboccare alle trappole di chi li vuole divisi, dovrebbero rivendicare la piena disponibilità dei posti per le immissioni in ruolo ed approntare essi stessi una seria proposta di riforma del reclutamento sul modello della Piattaforma Nazionale Unitaria (Antonio Marraccini docet!), ancor oggi tanto attuale quanto dimenticata, non farsi una guerra senza freni per una posizione più o meno avanzata in graduatoria. La cosa più importante resta sempre la messa a disposizione di tutti i posti vacanti per le immissioni in ruolo e l'attuazione della legge che deve attuare in 3 anni la copertura di tutti i posti vacanti e liberi.
Solo dopo aver risolto il problema contingente ed immediato delle nomine da effettuare prima dell'avvio dell'anno scolastico potremo, con la dovuta calma e senza scannarci tra noi, formulare proposte serie per risolvere il nodo centrale del precariato: il suo totale assorbimento nei posti di ruolo vacanti, con una seria riforma del reclutamento, inquadrata in un progetto serio di rilancio della scuola pubblica, che tenga conto della riqualificazione non carrieristica della funzione docente, come pure in termini di risorse e di qualità complessiva della scuola statale italiana.
Queste sono le proposte che il Comitato in Difesa della Scuola ha presentato al MIUR ed alle forze di maggioranza ed opposizione nel corso degli incontri avuti a Roma il 14 luglio, in contemporanea allo svolgimento della manifestazione organizzata a Cagliari davanti alla sede della direzione Regionale. Tutti voi che siete d'accordo con queste proposte siete invitati a sostenere il Comitato e ad aderirvi, comunicando via mail la vostra adesione a robertofarci@tiscali.it .
Per il Comitato in Difesa della Scuola Roberto Farci