Dal Sito Nazionale: Quotidiani AGI SCUOLA: GILDA, GIUDIZIO NEGATIVO SU ANNUNCIATA RIFORMA LICEI (AGI) - Roma, 10 dic.- "Tra le incertezze e le ambiguità della bozza di decreto attuativo delle riforma per le superiori, il dato certo è che sparisce definitivamente in Italia il patrimonio storico di competenze tecniche e professionali degli attuali istituti tecnici, trasformati in licei". Questo il primo commento del Gilda Nazionale degli insegnanti, alla notizia diffusa oggi da "Il sole 24 ore" dello schema di decreto sul riordino della scuola media superiore che dovrebbe partire dall'anno scolastico 2006/2007 e prevede otto licei (artistico, classico, economico, linguistico, scientifico, tecnologico, scienze umane, musicale e coreutico), alcuni con diversi indirizzi: sei per il tecnologico, tre per l'artistico, due per l'economico, oltre a ulteriori specializzazioni a seconda degli orari seguiti che portano complessivamente, di fatto, a "venti licei" con altrettanti titolo di studio. Tra le novità, studio della filosofia e della seconda lingua straniera in tutti i corsi. In questo quadro, l'unico pezzo dell'attuale sistema di istruzione superiore che passa alle Regioni e'quello delle istruzioni professionali. "I problemi determinati dalla riforma del titolo V della Costituzione - prosegue la Gilda - si ritrovano tutti nel decreto che non risolve i termini dei trasferimenti di competenza alle regioni dell'istruzione professionale statale, i problemi collegati alla gestione del personale e alle connesse esigenze economiche di copertura dei costi" Fra le domande del sindacato: ci saranno trasferimenti a monte dei finanziamenti per il personale oppure le Regioni attiveranno ulteriori tasse a carico dei cittadini per pagare i docenti trasferiti? Quale sarà il destino di decine di migliaia di precari delle graduatorie permanenti che appare sospeso nella più assoluta indeterminatezza? Decideranno le Regioni quanti e quali tipi di istituti saranno presenti sul territorio regionale? Come farà la riforma a garantire la presenza delle scuole dello stato in ambito regionale?. La Gilda esprime un giudizio "pesantemente negativo sul metodo adottato da viale Trastevere che ancora una volta, preferisce la strada dell'annuncio mass mediatico ad un confronto serie e costruttivo con chi rappresenta la scuola". Giudizio negativo anche nel merito "poiché gli stessi percorsi di istruzione liceale, appaiono ibridi e incoerenti frutto probabilmente di lavori di commissioni lasciate a se stesse e comunque malamente coordinate". (AGI) Pal 10 DIC 04 Sole 24 Ore Il «no» dei sindacati. Si chiede un incontro urgente con il Governo. ROMA. Fuoco di sbarramento del fronte sindacale contro l'ipotesi di riforma del secondo ciclo dell'istruzione. «Il passaggio dell'istruzione professionale alle Regioni è una scelta sbagliata — commenta Enrico Pa nini (Flc-Cgil) — si riesce in un sol colpo a impoverire il futuro sistema dei licei, sempre più distante da ogni dimensione concreta ed esperienziale, e quello dei professionali, costretti all'addestramento finalizzato all' accesso al mercato del lavoro». «Non si parte con il piede giusto — dice Massimo Di Menna (Uil) — occorre una discussione trasparente e vera. Ci vuole un confronto con il sindacato. Non bisogna partire dal lavoro di esperti, o presunti tali, che lavorano al chiuso delle stanze di viale Trastevere. Occorre individuare titoli di studio spendibili in Europa e quindi di livello nazionale e non regionale. E vanno salvaguardate le esperienze positive degli istituti professionali, come gli alberghieri o nautici» Per Francesco Scrima (Cisl) ci sono precisi nodi da sciogliere. «Rendere agibile il sistema delle cosiddette ‘passerelle' tra istruzione e formazione professionale. E impiantare dei piani di studio che rendano reale la possibilità di transitare da un liceo all'altro. Ma l'imminenza delle elezioni regionali, congelerà qualsiasi voglia di prendere posizione». Sulla riforma del secondo ciclo Fedele Ricciato (Snals-Confsal) chiede «un immediato incontro al Governo e ricorda che qualsiasi intervento dovrà essere incentrato sulle politiche del personale docente». Alessandro Ameli (Gilda degli insegnanti) boccia lo schema di decreto: «I problemi determinati dalla riforma del Titolo V della Costituzione si ritrovano nella bozza che non risolve i problemi collegati alla gestione del personale. Ci saranno trasferimenti a monte dei finanziamenti per il personale, oppure le Regioni attiveranno ulteriori tasse a carico dei cittadini, per pagare i professori?». L.ILL.
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